I disturbi cognitivi

I DISTURBI COGNITIVI sono tutte le alterazioni o disfunzioni nelle funzioni cognitive di cui si occupa il neuropsicologo.

Le funzioni cognitive sono: attenzione, memoria, percezione, ragionamento.

Vediamo brevemente le funzioni cognitive di base:

  • attenzione è la funzione che permette di isolare le informazioni pertinenti e rilevanti rispetto a un problema da risolvere o a un contesto, considerando le infinite informazioni in arrivo sia da dentro di noi sia da fuori di noi;
  • memoria è la funzione che riceve dai sistemi di apprendimento ogni tipologia di informazione, la ordina e la archivia, la recupera quando serve;
  • percezione è la funzione che elabora gli stimoli interni e esterni che arrivano dai canali sensoriali;
  • ragionamento è la funzione responsabile dei processi logici, tra cui importantissimo è il linguaggio.

Da queste funzioni basiche derivano le funzioni cognitive complesse:

  • orientamento nello spazio, nel tempo, nelle relazioni con sè e con gli altri;
  • linguaggio come competenza nel gestire sistemi logici e simbolici;
  • abilità prassiche sia come pianificazione, sia come esecuzione di prodotti finiti;
  • funzioni esecutive che supervisionano tutte le funzioni cognitive dei livelli inferiori, e che, qualora danneggiate, causano gravi disturbi della intenzionalità;
  • intelligenza è in realtà non una ma molte intelligenze ovvero molte funzioni che risolvono problemi complicati. Il Q.I. è una misura dell’intelligenza scolastica, non è una misura delle intelligenze artistiche e tecniche, e risente pesantemente del livello socio-culturale.

Data questa definizione, è chiaro che i disturbi cognitivi sono:

[partendo dalle prime età del ciclo di vita per arrivare infine alla terza e alla quarta età]

i disturbi del neurosviluppo, i disturbi specifici dell’apprendimento (es. dislessia), il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, le sequele di incidenti stradali o lavorativi, i comportamenti associati alla dipendenza da sostanze o dal gioco d’azzardo, le pseudodemenze a base depressiva, le demenze nelle loro varie tipologie.

Un interessante caso di disturbo cognitivo – generalmente non considerato tale – è la falsa testimonianza inconsapevole, che interessa: attenzione, memoria, percezione, ragionamento. Oltre 2.000 studi scientifici (dato del 2013) hanno dimostrato che i resoconti e le identificazioni dei testimoni oculari sono falsi per un terzo del totale esaminato. Il ricordo e la testimonianza sono perciò temi delicatissimi in psicoterapia, dove può accadere che il paziente creda vere situazioni traumatiche che possono benissimo non essere mai accadute. Nel caso di consulenze/perizie giuridiche è importante che lo psicologo sappia valutare i rischi di una falsa testimonianza inconsapevole ma convincente, dato che la memoria umana è suggestionabile in base a criteri ben noti alla psicologia cognitiva.